Maria Rosarno

Il concerto di Vivaldi

da | Mag 18, 2023 | Racconto

Sarà stato il concerto di Vivaldi, sarà stata questa settimana,
gli ultimi mesi o forse gli ultimi anni. Ieri sera mi sentivo molto fragile.

Il concerto non era amplificato.
Gli strumenti non erano amplificati.
Era un concerto di musica barocca con strumenti storici. Non c’erano microfoni.
Pensai subito: ma non si sente bene!
Dovro’ sforzarmi tantissimo per sentire!

Poco dopo un pensiero sfreccio’ la mia mente.
Forse era giusto cosi.
La musica era bella cosi, senza il bisogno di doverla ingrandire. Il suo valore
ce l’aveva lo stesso.
Riconoscerlo, esigeva uno sforzo.

Un po’ come la vita.
A volte bisogna sforzarsi per riconoscere il bello.

A volte il bello lo puoi vedere solo dopo.
Anni dopo.

Ci sono cose piccole, cose che sembrano poco importanti.
Il suono del clavicembalo era piccolo, a volte quasi impercettibile. In certi
punti anche fastidioso come suono.
Non sembrava prendere uno spazio importante nell’intero, eppure senza di esso non sarebbe stata la stessa cosa.

Ogni strumento aveva il suo ruolo.
Serviva all’intero.
Se ci si sforzava ad ascoltare, si poteva sentire il suo valore.
Vedere la sua bellezza.
Ho sentito anche suoni che non mi piacevano.
Come nella vita passi momenti dove la bellezza sembra essere svanita.

Perdere una sorella, perdere un fratello, ammalarsi di un disturbo alimentare richiede uno sforzo immane.
Non serviva, non serviva a niente.
Pero’ ti ha reso forte, cosi forte che ormai ti senti di avere il coraggio di fare quasi tutto. “Cosa ho da perdere? Le cose brutte sono altre”

Il suono di quegli anni non aveva molta bellezza, e neanche l’eco che si porta dietro. Eppure sono convinta che senza quei suoni non sarei la stessa oggi.

Bisogna sempre sforzarsi. Lo sforzo lo devi a te stessa.

Il commento di Maria

Questo testo lo scrissi in una sera d’estate, dopo aver assistito ad un concerto di musica barocca. La musica suonata era quella di Antonio Vivaldi.
Il concerto era diretto dal maestro Diego Fasolis.
Rimasi incantata!
I gesti delle sue mani, cosi precisi. Tutto il suo corpo perfettamente sincronizzato con il suono, la dinamica e l’intensità degli strumenti.
Il suono nasceva da lui, la sorgente era lui! Non avevo mai visto niente di simile! A volte basta un immagine, una persona che brilla, una parola di qualcuno per far partire in me un racconto. Per ispirarmi.
Ricordo benissimo che l’idea per questo scritto mi venne nel bel mezzo del concerto. Mentre ascoltavo, la mia mente viaggiava…
Era la prima volta che vedevo un concerto dove gli strumenti non venivano amplificati.
Cosi dovetti sforzarmi per sentire quei suoni.
E questo sforzarmi fece partire un racconto.
Una metafora.